Visualizzazione post con etichetta farina Nutrisì. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta farina Nutrisì. Mostra tutti i post

venerdì 30 ottobre 2015

Quiche lorraine con zucca, zucchine e pancetta affumicata.... ma come ho fatto a non provarla prima!!

La quiche è stata una scoperta. Adoro le torte salate e le torte rustiche in generale, ma la pasta briseè mi ha sempre un pò scoraggiata. Pensavo infatti che fosse troppo laboriosa o troppo poco "sostenuta per una torta salata, ma credetemi, mi sbagliavo di grosso! Oltre ad essere semplicissima da fare, è particolarmente adatta a torte salate con ripieno morbido e soffice, molto più della pasta sfoglia o della pasta matta, la mia preferita.
Il ripieno è stata la seconda sorpresa. Il mix di panna e uova gli da una consistenza meravigliosamente soffice, quasi spumosa... come fosse una mousse, ma super saporita... insomma, me ne sono innamorata al punto che, dopo la seconda fetta, ho dovuto mettere via di corsa il resto per evitare di divorarla tutta! (con ovvie conseguenze sul panzone che, di suo, è già sufficientemente vistoso!).
Per questa mia versione della quiche ho utilizzato la zucca (domani sarà la notte di Halloween, non ho potuto resistere ad un pò di sano arancione!), le zucchine e della pancetta affumicata. Come formaggio ho scelto parmigiano, l'emmental o il gruyere avrebbero avuto un sapore troppo aggressivo secondo me.
Io risultato è stato veramente delizioso! Eccolo qua.



Questi gli ingredienti per uno stampo da 24 cm:

Per la pasta brisee

- 250 g di mix per pane Nutrisì
- 125 g di burro
- 1 tuorno
- 40 g di acqua
- una presa di sale

Per il ripieno

- 400 g di zucca
- 2 zucchine medie
- 70 g di pancetta affumicata in cubetti (mi raccomando assicuratevi che sia senza glutine)
- 1/4 di cipolla di media
- sale e pepe q.b.
- 250 ml di panna fresca
- 2 uova e 1 albume (ho riutilizzato anche l'albume che mi era avanzato dalla preparazione della briseè)
- 100 g di parmigiano grattugiato
- noce moscata, una spolverata
- olio evo q.b.

Questo il procedimento:

Tagliate la cipolla a fettine sottili e mettetele ad imbiondire in padella con poco olio evo insieme alla pancetta. Aggiungete la zucca tagliata a dadini e le zucchine affettate sottilmente (io ho usato la mandolina). mescolate e coprite con un coperchio in modo che perdano i liquidi e si ammorbidiscano a dovere. Mescolate di tanto in tanto, regolando di sale e pepe. Non esagerate col sale (poichè il parmigiano che aggiungerete in seguito contribuirà ad aumentare alla sapidità del piatto), ma comunque mettetene un pò nelle verdure , dato che di loro sono molto dolci. Lasciate cuocere finchè le verdure non saranno belle morbide e i liquidi evaporati.
Passate quindi alla preparazione della briseè che è semplicissima: ammorbidite il burro nel microonde (senza renderlo liquido mi raccomando, solo morbido) e unitelo a tutti gli altri ingredienti nella planetaria che utilizzerete con la frusta K. Lasciate andare a velocità sostenuta per qualche minuto, fino a quando non si formerà una palla di impasto intorno alla frusta. A quel punto potete prelevare l'impasto e dargli un'ultima veloce impastatina con le mani per assicurarvi che sia bello liscio.
Foderate con la carta da forno una teglia da 24 cm di diametro e stendete la briseè. Io l'ho stesa in parte con le mani ed in parte col mattarello (andavo un pò di corsa... come al solito), ma con un pò di calma potete stenderla con le mani senza problemi. Una volta completata l'operazione, lasciate riposare per una mezz'oretta almeno la briseè in frigo.
Io l'ho tenuta un pò di meno, ma l'avevo messa nel cassetto speciale del frigorifero che ha una temperatura molto bassa (come vi dicevo, andavo di corsa :D )
Nel frattempo terminate il ripieno unendo in una ciotola la panna, le uova e l'albume rimasto dalla preparazione della briseè. Sbattete per bene tutto, aggiungete il parmigiano e continuate a mescolare assicurandovi di eliminare ogni eventuale grumo di formaggio. Unite poi le verdure, spolverate con la noce moscata ed amalgamate per bene il ripieno.
Estraete la briseè dal frigo,  versate il ripieno nella teglia distribuendolo per bene ed infornate a 180° in forno preriscaldato per circa 50 minuti.

A cottura ultimata, sfornate e lasciate raffreddare la quiche prima tagliarla e servirla.

Di primo acchitto ho pensato che la pasta briseè non fosse cotta abbastanza o che non fosse in grado di tenere la forma delle fette, invece, una volta raffreddata, ho tagliato la torta col semplice aiuto di una paletta e la consistenza leggera e friabile della pasta è risultata assolutamente perfetta per un ripieno super soffice.
Io l'ho trovata assolutamente deliziosa e il Presidente l'ha definita addirittura  "eccezionale"....tesoro di marito che mi da tanta soddisfazione! :D

Provatela, sono certa che non resterete delusi ;)

Con questa ricetta partecipo al 100% Gluten Free (Fri)Day!


E partecipo anche alla Scuola di Cucina di Gluten Free Travel & Living!




venerdì 14 marzo 2014

Pane con farina di amaranto e noci... come coccolare gli ospiti.

Se c'è una cosa che mi piace mettere in tavola quando ho ospiti è il pane fatto in casa. Adoro il profumo del pane appena cotto e mi piace servirlo ancora tiepido e croccante. Trovo che sia davvero una delle cose più buone del mondo e un inizio perfetto per qualunque pranzo o cena.
Ultimamente sono in vena di pani particolari ed esperimenti. Il poco tempo a disposizione purtroppo non gioca a favore delle lievitazioni più lunghe e delle preparazioni che richiedono tempo e tranquillità per poter dare i loro meravigliosi risultati. Ma con un pò di organizzazione, qualche pasticcio goloso, lo si può improvvisare.
Il pane che vi propongo oggi è nato un pò per caso. Mentre frugavo nella dispensa in cerca di ispirazione, mi sono ritrovata tra le mani una confezione di amaranto. Di solito questo cereale viene usato nelle zuppe e servito con legumi o altri cereali, ma perchè non provarlo anche nel pane? Per completare l'opera ho scelto di unire delle noci .
Il risultato è stato assolutamente sorprendente! Un pane, leggermente scuro, saporito, croccante, insolito e gustosissimo! E' stata la prima cosa a sparire dalla tavola durante la cena ;)
Eccolo qui.


Questi gli ingredienti:

-140 g di farina Nutrisì per pane
- 60 g di farina Glutafin
- 50 g di farina di amarato
- 180 ml di acqua tiepida
- 10 g di lievito di birra fresco
- 1/2 cucchiaino di zucchero
- 1 cucchiaino di sale
- 2 cucchiai di olio
- 60 g di noci

Ho sperimentato anche la variante senza lattosio utilizzando

- 150 g di farina Nutrisì
- 50 g di Farmo senza lattosio
- 50 g di farina di amaranto

Il pane è venuto ugualmente delizioso, quindi la ricetta si presta alle diverse esigenze


Sciogliete il lievito nell'acqua tiepida, aggiungete lo zucchero e lasciate riposare qualche minuto. Nel frattempo, mettete l'amaranto in un piccolo mixer e polverizzatelo cercando di ottenere la farina più sottile che potete. (io ho utilizzati un piccolo tritatutto perfetto per le piccole quantutà). Unitelo alle altre farine e mettete tutto nella planetaria. Aggiungete l'acqua con il lievito, l'olio ed iniziate ad amalgamare gli ingredienti. Qualche minuto a bassa velocità, poi aumentate, per impastare bene. Aggiungete il sale e lasciate andare ancora un pò. Quando l'impasto sarà ben amalgamato, riducete al minimo la velocità e unite le noci tritate. Trasferite l'impasto in una ciotola ben oliata, coprite con la pellicola e lasciate lievitare nel forno con la lucina accesa per circa 3 ore. A lievitazione conclusa, capovolgete l'impasto sulla carta da forno infarinata, cospargete di farina anche la superficie del pane (io per questa operazione uso sempre la Mix It! DS) e infornate in forno preriscaldato e statico alla temperatura massima per 10 -15 minuti, poi abbassate a 200°, azionate la funzione ventilato e lasciate cuocere finchè la crosta non sarà dorata al punto che preferite. (la mia era super croccante!)

Spero vi piaccia quanto è piaciuto a noi! Buon appetito!

Con questa ricetta partecipo al 100% Gluten Free (Fri)Day!


venerdì 7 marzo 2014

Pane alle erbe... potenza del fattore C !!!


Questa settimana sono stata alle prese con la sperimentazione di una ricetta per un pane buonissimo ricevuta da un'amica. La ricetta è nata come glutinosa e sto faticando un pò per "sglutinarla" ed ottenere un pane sia buono che bello a vedersi. Dopo un primo esperimento disastroso ed un secondo esperimento buonissimo, ma non propriamente bello a vedersi, mi resta solo (come se fosse poco)da conquistare l'aspetto "estetico".  Abbi fede Silvia, ce la posso fare!
Nel frattempo, per questo venerdì sglutinato condivido un pane fatto qualche tempo fa e che volevo postare da tanto tempo. Credo sia in assoluto il pane più bello che mi sia mai venuto!
In tutta onestà, sono abbastanza convinta che il fattore "C" in questo caso l'abbia veramente fatta da sovrano, perchè una lievitazione così bella non sono più riuscita a riprodurla, ma ammetto che faccio raramente il pane con il lievito di birra, normalmente uso il lievito madre che si comporta in modo completamente diverso (almeno il mio!).
Ad ogni modo, ecco il mio pane :)








Per realizzare questo pane ho usato la ricetta del pane bianco di Felix e Cappera che trovate qui, io ho dimezzato le dosi, aggiunto le erbe, sostituito il lievito di birra fresco con quello secco e usato la farina Nutrisì al posto del Mix B.

Questi quindi gli ingredienti:

- 140 g farina Nutrisì
- 70 g Glutafin*
- 40 g Farmo*
- 160 g di acqua tiepida
- 4 g di lievito di birra secco
- 10 ml di olio evo
- 1/2 cucchiaino di zucchero
- 1 cucchiaino di sale
- un mazzetto bello grande di maggiorana fresca
- un mazzetto bello grande di prezzemolo fresco

*Utilizzando la farina Farmo senza lattosio nella misura di 70 g e la farina Nutrisì per 180 g avrete un impasto senza lattosio adatto anche a lle persone con questa specifica intolleranza.

Iniziate lavando e tritando per bene tutte le foglie delle erbette.
Sciogliete il lievito nell'acqua e mettetelo nella ciotola della planetaria insieme allo zucchero. Poi aggiungete l'olio e le farine e iniziate a far lavorare la planetaria (ovviamente con l'apposito gancio impastatore) q velocità media. Quando i liquidi saranno ben amalgamati, aggiungete il sale e aumentate la velocità della planetaria. Aggiungete le erbe per ultime e impastate solo per  un paio di minuti. Lasciate lavorare per 5 minuti circa. Ongete per bene una ciotola, trasferitevi l'impasto  e lasciate lievitare nel forno con la lucina accesa per circa 3 ore.  A lievitazione terminata, scaravoltate l'impasto su un foglio di carta da forno infarinato (io di soluto uso la Mix it! DS), date una spolverata di farina anche sulla superfice dell'impasto ed infornate in forno preriscaldato alla temperatura massima per 10 minuti e poi a 200° fino a quando il pane non sarà ben dorato. Passate alla funzione ventilato per altri 5- 10 minuti al massimo, per avere una crosta bella croccante.
Sfornate e .... gustate il vostro pane erbettoso e profumatissimo!!!

Con questa ricetta partecipo al 100% Gluten Free (Fri)Day!



venerdì 21 febbraio 2014

Pane con lievito madre, farina di grano saraceno e pomodori secchi... e il 100% GFFD mi piace sempre di più.

Non credo di essere mai stata così costante nel prendermi cura del mio blog come da quando ho scoperto il Gluten Free (Fri)Day. Nel turbinio di lavoro, impegni e progetti, il venerdi è diventato il momento in cui mi concedo un pò di tempo per gironzolare sui meravigliosi blog delle altre partecipanti, scoprire ricette sempre nuove e buonissime e condividere i miei piccoli pasticci.
Una scadenza che mi aiuta a non dimenticare che, oltre alle cose "da fare", ci sono anche quelle che "mi piace fare".... e cucinare, provare e pasticciare, mi piace. Tanto :) 
Oggi, per il GFFD ho deciso di proporre un pane un pò particolare. Il mio lievito madre languiva nel frigo solo soletto da tanto tempo, perciò era davvero ora di coccolarlo un pò.... e dopo aver visto i pani meravigliosi di Fabi mi era davvero venuta voglia di una pagnottina croccante ;)
Eccola qui!






L'impasto è senza lattosio, quindi adatto anche ai celiaci che hanno questa ulteriore intolleranza.
Gli ingredienti:

- 150 g Farina Nutrisì per pane
- 60 g Farina Farmo senza lattosio
- 40 g farina di grano saraceno
- 150 g circa di lievito madre (il mio è fatto secondo il procedimento di Felix e Cappera, quindi con farina di riso e farina di mais. Il procedimento lo trovate qui)
- 1/2 cucchiaino di zucchero
- 1 cucchiaio di olio evo
- 1 cucchiaino di sale
- 130 ml di acqua
- 12 pomodori secchi sott'olio

Per prima cosa, mettete il lievito madre nella ciotola della planetaria. Sciogliete lo zucchero nell'acqua e poi unitela al lievito madre mescolando per bene. Aggiungete l'olio, le farine ed iniziate ad impastare il tutto con l'apposito gancio. Nel frattempo scolate per bene i pomodori secchi e tagliateli a pezzettini. Quando l'impasto sarà ben amalgamato aggiungete il sale e poi i pomodori secchi ed impastate a velocità più basa per un paio di minuti. A questo punto trasferite il tutto in una ciotola cosparsa di olio evo, coprite con la pellicola e lasciate lievitare per tutta la notte nel forno con la lucina accesa. (io l'ho lasciato tutta la notte, ma a seconda del lievito madre che avete, saranno sufficienti dalle 3 alle 6 ore). La mattina dopo, togliete dal forno l'impasto, portate a 250° la temperatura, scaravoltate  l'impasto su un foglio di carta da forno infarinato (io ho usato un pò di Mix It DS, ma va bene una qualunque delle farine indicate sopra) e trasferitelo nel forno. Cuocete per 10 minuti e poi abbassate la temperatura a 200° finchè il pane non avrà preso un bel colore dorato. A questo punto passate alla funzione ventilato per 5-7 minuti per rendere la crosta più croccante. 

E' incredibilmente buono ed incredibilmente saporito e non c'è niente come un buon pane appena sfornato per coccolarsi un pò. :D Provatelo!

Con questa ricetta partecipo al 100% Gluten Free (Fri)Day.... e ringrazio di cuore tutte le blogger che lo hanno creato.



venerdì 24 gennaio 2014

Mini calzoni senza glutine e senza lattosio.... e un lievito che mi boicotta.

Durante le feste di Natale ho provato per due volte a fare il panettone. Il risultato però è stato un completo disastro. Nonostante avessi seguito alla lettera la ricetta di Felix e Cappera (quindi non era minimamente ipotizzabile che non fosse affidabile) l'impasto non ne ha voluto proprio sapere di lievitare. O meglio, lievitava, ma poco...quel tantino che bastava a convincermi del fatto che il problema non fosse nel lievito, ma in un qualche altro errore commesso da me. Sta di fatto che non ho avuto il mio tanto sospirato panettone (e ho anche rosicato a bestia, ma questa è un'altra storia...)
Voi vi chiederete cosa c'entra un panettone con i mini calzoni ripieni. Il nesso purtroppo è proprio il lievito, che ho scoperto essere del tutto farlocco proprio mentre preparavo i mini calzoni.
Martedì sera infatti, in vista della partita di calcio che il Presidente avrebbe sicuramente voluto guardare (immagino si percepisca il mio totale disinteresse per l'argomento ^_^ ), ho deciso di preparare qualcosa di gustoso che fosse comodamente sgranocchiabile davanti alla tv e ho messo su l'impasto della pizza, usando una piccola parte di una bustina di lievito secco che, guarda caso, avevo utilizzato anche per i panettoni. Una tragedia. Dopo 3 ore, l'impasto era fermo. Immobile come uno stoccafisso. Neanche un piccolo accennino di lievitazione e a nulla sono valsi i tentativi di rianimarlo con del calore in più.
Per rimediare al pasticcio, ne ho fatto delle piadine, trasformando la seratina "mini calzone" in quella "piadina di emergenza ". Buone le piadine, il Presidente non ha fatto una piega e ha spazzolato via tutto, però a quel punto avevo finalmente svelato l'arcano e trovato il colpevole: il dannato lievito!
E volevo i miei mini calzoni! (si, sono piuttosto testarda, ammetto ^_^). Così, la sera dopo, gettato nella pattumiera il lievito incriminato, ho rifatto l'impasto della pizza usando una nuova bustina e.....è lievitato a meraviglia. Olè!
Un pò di fantasia con gli ingredienti per il ripieno ed ecco qui i miei mini calzoni!



Con ripieno di mozzarella (senza lattosio), funghi e prosciutto cotto...


Con ripieno di mozzarella (sempre senza lattosio), prosciutto crudo e pomodorini secchi...slurrrp!!


Ne ho fatti anche con mozzarella e prosciutto crudo e mozzarella e prosciutto cotto, ma non ho fatto in tempo a fotografarli, il Presidente è stato più veloce! ;)

Questi gli ingredienti:

Per l'impasto ho usato la ricetta della Pizza di Felix nella variante senza lattosio e con queste dosi:
- 200 g Farina Nutrisì per pane
- 100 g Farina Mix It! DS
- 200 g di acqua
- 5 g di lievito secco ( questa volta ho usato quello glutafin)
- 2 cucchiai di olio evo
- 1/2 cucchiaino di zucchero
- 1 cucchiaino di sale

Per il ripieno:
- 2 mozzarelle Accadì senza lattosio
- prosciutto crudo a cubetti
- prosciutto cotto a cubetti (senza lattosio)
- funghi secchi (ben ammorbiditi nell'acqua calda)
- pomodorini secchi sott'olio 
Le dosi del ripieno sono assolutamente a piacere, dipendono dai vostri gusti (e mi raccomando, occhio alle contaminazioni quando scegliete gli ingredienti)

Prima di tutto mettete nell'impastatrice il lievito sciolto nell'acqua e lo zucchero, poi aggiungete l'olio e la farina e iniziate ad impastare. Quando la pallina di impasto avrà iniziato a formarsi aggiungete il sale e lasciate lavorare l'impastatrice finchè il tutto non sarà bel amalgamato. Trasferite l'impasto in una ciotola ben unta con olio evo e lasciate lievitare nel forno con la lucina accesa per almeno 2 ore.
Una volta lievitato a dovere, prelevate delle piccole parti di impasto, fatene delle palline e stendetele a forma di cerchio su un piano ben infarinato. Con queste dosi io ho ottenuto 8 mini calzoni delle dimensioni che vedete e stendendo l'impasto sottile affinchè non risultassero pesanti.
Farcite a piacere, bagnate con un pò di acqua metà del il bordo del cerchio  (in modo che la pasta si chiuda bene) e ripiegate la pasta "a metà", dando appunto la forma classica del calzone. (anche se somiglia di più ad un grosso raviolone!). A questo punto io ho ripiegato di nuovo il bordo e ho chiuso bene facendo pressione con una forchetta.
In forno a 200° finchè non saranno coloriti a dovere. Sono buonissimiiiiii!!!! :) 

Con questa ricetta partecipo al 100% Gluten Free (Fri)Day!


giovedì 30 maggio 2013

Pizza presidenziale e tortore tubanti

Le tortore sono coccolose. Veramente. Non mi era mai capitato di osservarle da vicino ed ho scoperto che sono coccolosissime. Verseggiano, si accoccolano vicine, si scambiano richiami e arruffamenti di penne. Insomma sono pennuti veramente affettuosi e decisamente poco paurosi, visto che mi hanno tranquillamente lasciata avvicinare al davanzale della finestra su cui stavano tubando senza fare una piega. Peccato però che quando mi sono avvicinata ho notato che, non solo i pennutini innamorati avevano scelto il mio davanzale per le loro effusioni, ma avevano iniziato a portare i primi rametti per fare il nido! No dico, il nido!!! Io le adoro le tortore, ma fare il nido tra la zanzariera ed il telaio della persiana non si può!
Non potevo lasciarle li, a meno di rinunciare ad aprire la finestra fino alla maggiore età dei tortorellini che sarebbero sicuramente arrivati. Quindi, con la morte nel cuore, ho aspettato che si allontanassero per chiudere le persiane della finestra e tenerle serrate fino a quando non avessero capito e trovato un posto più adatto al loro nido.
Quindi problema risolto, direte voi. Tecnicamente si, peccato che negli ultimi 2 giorni le tortore  abbiano continuato a svolazzare intorno alla finestra con aria supplichevole e io mi sia sentita un autentico mostro! Un'ignobile sfrattatrice di tortorelle in amore! Una distruggi famiglie! Se non fosse  stato per il Presidente che, giustamente, mi ha ricordato ogni mattina che tenere due tortore in casa proprio non si può, a quest'ora il nido glielo avevo fatto io, completo di ala benessere, piscina privata e nursery.
In tutto questo, per rimediare ai miei sensi di colpa....coccolo il Presidente (quale cura migliore?) e gli cucino la pizza dei suoi desideri ;)

Signore, signori e tortore tubanti, ecco a voi la pizza del Presidente!


L'impasto base è quello della pizza di Felix, ma ne ho dimezzato le dosi, sostituito il lievito di birra con il lievito madre e aggiustato un pochino i liquidi.

Per l'impasto:
- 200 g di farina Nutrisì
- 100 g di farina Mix It!
- 200 g di acqua tiepida (io un pochino di meno perchè il lievito madre contiene di suo una piccola parte di acqua)
- 150 g circa di lievito madre senza glutine (io so tutto quello che mi avanza dal rinfresco, a volte è anche un pochino di più)
- 1 cucchiaio e 1/2 di olio
- un pizzico di zucchero e un cucchiaiono di sale.


Per il condimento:
- 500 grammi di broccoli siciliani
- una mozzarella da 150 grammi, ma potete metterne quanta volete a gusto vostro (io ne ho usato una senza lattosio
- 2 salsicce medie
- una decina di pomodorini piccadilly
- 1 spicchio di aglio, 
- peperoncino
- sale
olio evo

Iniziamo dall'impasto della pizza. Mettete nella ciotola dell'impastatrice il lievito madre e l'acqua e mescolate bene con un cucchiaio, poi aggiungere lo zucchero, l'olio, la farina e per ultimo il sale, facendo attenzione che non venga a contatto diretto con il lievito. Fate andare l'impastatrice prima a bassa velocità, per dare una prima mescolata a tutti gli ingredienti, poi aumentate e lavorate per 5 minuti o comunque finchè l'impasto non sarà ben amalgamato e un pò appiccicoso.
Se usate il lievito madre e ogni volta che fate la pizza l'impasto vi viene diverso e più o meno appiccicoso non preoccupatevi è normale, dipende da quanto è umido il lievito madre che state usando, In ogni caso, la pizza risulterà sempre buonissima e con le mani oliate, non avrete problemi a stenderla.
Una volta pronto, trasferite l'impasto in una ciotola oliata, coprite con della pellicola e mettete a lievitare nel forno con la lucina accesa. Io di solito preparo l'impasto la mattina o all'ora di pranzo per la sera (non avendo molto tempo a disposizione, preparo quando posso e faccio fare lievitazioni belle lunghe), ma  normalmente sono sufficienti 4 ore più o meno.

Per il condimento invece, ho assecondato i desideri del Presidente, che aveva assaggiato questa pizza in un locale e se ne era innamorato. Prima di tutto bisogna pulire e lessare i broccoli per poi ripassarli in padella con aglio, olio, peperoncino e sale. poi tritate per bene, la mozzarella, tagliate a dadini i pomodori e spellate le salsicce. Una volta che tutti gli ingredienti sono pronti e l'impasto ben lievitato, potete stenderlo. Posizionate un foglio di carta forno sulla teglia (io uso proprio quella del forno, a me la pizza piace sottile e croccante e questa dose è perfetta per la teglia classica da forno ) e cospargetelo di olio evo, poi rovesciate l'impasto direttamente nella teglia e, con le mani ben oliate allargatelo piano piano in modo uniforme. Una volta stesa la base, prendete le salsicce spellate, sbriciolatele su tutta la pizza, aggiungete un filo di olio evo ed infornate a 200° finchè la salsiccia non sarà cotta e la pizza inizierà ad essere un pò croccante sui bordi A questo tirate fuori la teglia dal forno, aggiungete la mozzarella, i pomodorini, i broccoli e infornatela di nuovo solo per qualche minuto, il tempo necessario alla mozzarella per sciogliersi per bene.
A me è piaciuta tantissimo e il Presidente l'ha divorata :)

Queste sono altre versioni, stesso impasto, diverso il condimento:
qui la base era col pomodoro e ho aggiunto carciofini, olive nere e prosciutto crudo....


...pomodoro, olive, prosciutto crudo e fettine sottili di provola.....


...margherita classica :)


Magari la prossima volta che faccio la pizza ne lascerò un pezzetto fuori dalla finestra... magari le tortore mi perdoneranno!

venerdì 10 maggio 2013

Tortino di carciofi in pasta matta ... e un finto orto in quarantena.

Il mio finto orto è ufficialmente in quarantena. Le mie speziette moleste si sono ammalate. Ecco. Dopo l'anarchia, l'ammutinamento.
Qualche giorno fa, durante il rito dell'annaffiatura, mi sono accorta che la menta aveva delle macchioline marroncine, il prezzemolo dei minuscoli puntini bianchi, e il timo sembrava ricoperto di polvere bianca. Tutte malattie diverse. Ovvio, non potevo certo aspettarmi che delle spezie anarchiche si mettessero daccordo per prendere tutte lo stesso parassita e rendermi le cose più semplici. Figuriamoci.
Che fare? Annaffiare a pioggia tutti i vasi con la candeggina pura avrebbe sicuramente debellato la malattia (e mi avrebbe concesso il subdolo e dolce piacere di una sacrosanta vendetta), ma assieme ai parassiti avrei debellato anche le piante. (dunque niente vendetta, ahimè!)
Urgeva soluzione possibilmente non troppo aggressiva, perciò mi sono rivolta a San Google, confidando nella rete per avere illuminanti consigli.
Dopo circa 45 minuti di ricerca, avevo trovato un sacco di soluzioni utili. Nell'ordine:
1)  Bagnare per bene tutte le piante con acqua e sapone di marsiglia. 
Ma come avevo fatto a non pensarci da sola, si sa i parassiti, le muffette e i funghi sono notoriamente creature amanti della sporcizia e rifuggono la pulizia in ogni sua forma, figuriamoci il sapone di marsiglia. Al limite le mie piantine avrebbero preso un leggero retrogusto saponato o io e il Presidente avremmo potuto fare qualche bolla mangiandole, che sarà mai. Ok, sapone di marsiglia... vabbè.
2) Interrare per metà uno spicchio d'aglio in ogni vaso, perchè l'odore tiene lontani i parassiti.
Attimo di perplessità in cui ho riletto 3 volte il post per essere sicura di non essere finita in un forum di consigli contro i vampiri, ma no, si parlava proprio di malattie delle piante. Ok...spicchio d'aglio... non mi entusiasmava l'idea di usare l'aglio come deodorante del pianerottolo, ma ok... 
3) Quotidiane docce serali con abbondante acqua fredda per far morire di reumatismi i minuscolissimi ragnetti rossi che possono essere responsabili della malattia della pianta. No aspetta.... quotidiane docce serali?? Dovevo forse mettere le piante nella vasca tutte le sere per affogare i parassiti?? Mai e poi mai! Io  parassiti morti, agonizzanti o coi reumatismi  nella mia vasca non ce li voglio!
4) In caso tutti i metodi descritti sopra non avessero funzionato, sarebbe stato il caso di dare una non meglio identificata  roba chimica ramata sulle piante. Effettivamente mi mancava solo questo all'appello. DOS LOS RAMATOS! Olllèèèè!! (con stacchettata di flamenco e naccherata di sottofondo)

Dunque ricapitoliamo. Dovevo armarmi di uno spruzzino caricato con acqua e sapone di marsiglia, 5 spicchi di aglio e uno zainetto con pompetta per il ramato stile il ciclone. Mancavano solo zampe di coniglio e code di rospo. Così equipaggiata secondo me i parassiti non si sarebbero mossi di un millimetro, ma di sicuro si sarebbero sbellicati dalle risate. Dopo un'ora avevo capito che le soluzioni pacifiche e indolori non erano praticabili. Serviva l'artiglieria pesante della chimica, perciò ho spedito il Presidente a fare incetta di munizioni nel vivaio sotto casa. 
Ieri la guerra è stata dichiarata, l'attacco sferrato e giù di potature, spostamenti e bombardamento chimico. 
Alla fine il bollettino di guerra è il seguente: timo rapato a zero ed esiliato dal davanzale al pavimento del pianerottolo, prezzemolo rapato per precauzione, menta rinvasata, bombardamento chimico con una roba strana e blu sulla quale è meglio non indagare troppo e una piantina di basilico col preservativo.
..... Ok, forse avrei dovuto spiegare prima che Tesorodisuocera mi ha regalato anche una piantina di basilico ricoperta da un'involucro di plastica sottile e bucherellata in modo da far passare l'aria e la luce, ma non i parassiti. Un basilico col preservativo. Appunto. Non fatemi domande vi prego...

A fine giornata, mi ero meritata un pò di sane coccole, così ho messo in cantiere il tortino di carciofi! Gustosissima ricetta spacciatami dalla Roberta (detta LaRoberta!), la santa donna (e l'amica :-) )senza la quale probabilmente non avrei mai scoperto di essere celiaca. E' un dato di fatto che LaRoberta, oltre ad essere celiaca, è dotata di un superpotere che le consente di identificare con impressionate margine di certezza un celiaco quando le capita a tiro. Una specie di infallibile sensore antiglutine! E' fantastica! :D
La versione originale è glutinosa, perciò ho sostituito l'involucro esterno (di farina 00) con la pasta matta (fatta con la ricetta di Felix e Cappera che trovate qui)

Questa la delizia poco dopo essere stata sfornata

e questi gli ingredienti:

per la pasta matta
- 174 g di farina Glutafin
- 50 g di farina Nutrisì per pane
- 26 g di farina Farmo per pane
- 110-120 g di acqua
- 5 cucchiai di olio
- una presa di sale

per il ripieno
- 6 carciofi
- 200 g di prosciutto cotto (rigorosamente senza glutine)
- 100 g di formaggio tipo caciotta
- 100g di formaggio affumicato (io ho usato la provola affumicata)
- 1 uovo
- 2 cucchiai di parmigiano
- olio evo
- sale

Prima di tutto pulite bene i carciofi, metteteli a bagno in acqua e succo di limone e poi tagliateli a fettine sottili. e conditeli con olio e sale. Poi passate alla preparazione della pasta matta, che va stesa ed utilizzata subito, altrimenti tende ad indurirsi e sbriciolarsi un pò. Mettete tutti gli ingredienti nell'impastatrice e fatela andare a velocità media finchè non atterrete una pallina di pasta morbida e solo appena appiccicosa. Preparate un piano di lavoro infarinato, mettete via una parte dell'impasto che servirà per la copertura del tortino e iniziate a stendere il resto col mattarello, cercando di creare un disco il più possibile regolare. Una volta pronto, posizionatelo su una teglia (io ne ho usata una da circa 26 cm di diametro) e aggiungete il ripieno a strati secondo questo ordine: carciofi, prosciutto cotto, formaggio caciotta e formaggio affumicato (io ho tagliato entrambi i formaggi a fette sottili). per ultimo aggiungete l'uovo sbattuto insieme ai 2 cucchiai di parmigiano, spargendolo sulla superficie del tortino.
A questo punto stendete un disco con la pasta matta rimasta e ricoprite il tortino, sigillate bene i bordi ripiegandoli (io mi sono aiutata con una forchetta) e poi.... fate un bel buco al centro col dito! Il buco servirà a non far gonfiare e rompere il tortino durante la cottura. (come vedete dalla foto,una volta terminata la cottura il buco nemmeno si nota più). Infornate  e cuocete a 200° per circa 40 minuti o comunque finchè la pasta non sarà ben dorata.
Una volta cotto e raffreddato a sufficienza per poter essere tagliato, si presentava così



E' davvero buonissimo! ( e brava LaRoberta!) Io ho usato una teglia grandina e steso la pasta piuttosto sottile perchè il ripieno è molto ricco già di suo, ma nulla vieta di usarne una più piccola e fare degli strati più spessi. In questo modo otterrete un tortino più piccolo di diametro, ma più alto e con l'involucro di pasta più spesso.
GNAM!!!

venerdì 3 maggio 2013

Piadine prezzemolate...e un finto orto fuori controllo!

Il mio finto orto (composto da una bella fila di vasetti sapientemente posizionati sul davanzale del pianerottolo di casa) è ormai totalmente fuori da ogni controllo. 
Non credo di aver mai avuto il pollice verde, per me le conoscenze di giardinaggio iniziano e terminano con un semplice "dai l'acqua alle piante". Se dai l'acqua alle piante, loro crescono. Causa ed effetto, semplice no?
In realtà il dare regolarmente l'acqua alle piante è un'attività che non mi ha mai particolarmente entusiasmata (e che ho sempre avuto la tendenza a dimenticare), ma l'idea di avere a disposizione delle erbette fresche per cucinare mi entusiasmava eccome. Così ho deciso di provare con delle cose semplici tipo prezzemolo, maggiorana, salvia, rosmarino e timo, a cui di è aggiunto un vasetto di menta romana regalatomi da Tesorodisuocera.
Per il primo periodo è andato tutto bene. Io davo l'acqua e loro crescevano. Perfetto. Poi qualcosa è cambiato e le mie speziette hanno cominciato a diventare un tantino moleste, per poi trasformarsi in creature assolutamente anarchiche!
La maggiorana, per esempio, è ossessivo compulsiva. Lei deve crescere. Sempre e comunque, con o senza acqua, lei deve crescere a dismisura! Nel giro di poche settimane è diventata talmente tanto grande da somigliare ad un potus, con ciuffi e rametti che pendono da tutte le parti e più la poto, più lei la mattina dopo è di nuovo piena di ciuffi e rami.
Il rosmarino accanto a lei invece mi snobba. Semplicemente non mi calcola. Io lo annaffio e lui sta li, praticamente identico a se stesso da settimane.
La salvia, che sembrava l'unica pianta normale di un orto anarchico, si è suicidata la settimana scorsa. Verde e rigogliosa la mattina, stramazzata nel vaso la sera. Nessuna speranza di rianimarla nemmeno con fiumi di acqua e riti propiziatori col plenilunio. Vatti a fidare.
In tutto questo il prezzemolo si è specializzato in agguati. Normalmente se ne sta tranquillo, ma periodicamente aggredisce il malcapitato di passaggio sulle scale con foglie grandi come lenzuola, spuntate  anche quelle magicamente dalla sera alla mattina! Un modo non troppo subliminale per chiedere di essere potato ed ovviamente cucinato.

Ecco, questa sera mi è toccato l'agguato del prezzemolo.... ma a quanto pare non era il solo pronto a farmi venire i sensi di colpa per essere stato trascurato. Mi è bastato aprire il frigorifero ed eccolo li, il mio lievito madre depresso e affranto. Effettivamente il poverino aveva tutte le ragioni per avercela con me, visto che questa settimana, tra un impegno e l'altro, non sono riuscita a preparare nè pane, nè pizza.

Cosa fare dunque? Semplice: si mischia tutto e si prova a preparare delle piadine....non con una salsa al prezzemolo, ma col prezzemolo direttamente nell'impasto. Delle piadine prezzemolate, per l'appunto.

Ho seguito il procedimento indicato da Felix qui, adattando un pochino le dosi. Ho usato:

- 180 g di lievito madre
- 50 g di acqua
- 1 cucchiaio di olio
- 1 cucchiaino di sale abbondante
- 1/2 cucchiaino di zucchero
- farina Nutrisì (quanto basta per rendere compatto il panetto) 
- 1 bel mazzetto di prezzemolo (dalle foglie giganti e mutanti)

Ho sciolto il sale e lo zucchero nell'acqua e l'ho unita al lievito madre insieme all'olio ed ho aggiunto la farina un pò per volta, fino ad ottenere un panetto morbido. Poi ho tritato per bene il prezzemolo e l'ho unito al panetto lavorandolo un pò per amalgamare bene tutto.
Dopo di che ho diviso il panetto in 5 palline da 60 grammi e le ho stese molto sottili.

Questa la prima piadina ancora cruda.


L' ho cotta in una padella a fiamma non eccessivamente alta in modo che non si bruciasse. Si cuociono in un attimo e sono davvero veloci da fare.

Eccola cotta :)


Sono buonissime, leggerissime, profumatissime e si piegano che è una meraviglia!


Se le tirate ancora più sottili e le tenete un pò di più sul fuoco, diventeranno croccanti e molto simili al pane carasau. Buonissime anche così!
Il prezzemolo le rende saporite e anche molto particolari. Io le ho farcite a piacere, ma possono tranquillamente essere utilizzate come sostitute del pane quando non ne avete in casa e dovete trovare una soluzione all'ultimo momento.  
Ovviamente potete unire all'impasto tutte le erbe che preferite, a gusto vostro. Se la mia salvia non si fosse suicidata, avrei provato volentieri anche con quella, ma sospetto che la prossima candidata sarà la maggiorana compulsiva... prima che sia lei a divorare me!! 

venerdì 19 aprile 2013

Panini all'olio con olive... stuzzichino presidenziale ;)

.....dicevamo....

Viva le polpette e il fatto che il Presidente le adora, ma ieri sera a me prudevano le mani e avevo una voglia matta di pasticciare in cucina (complice anche la settimana di super lavoro). Così tra una polpetta e l'altra, mi sono lanciata nel primo tentativo di panini  all'olio. Con tanto di olive dentro. Tiè!
Quando non ero celiaca (o non sapevo di esserlo) adoravo i mini panini imbottiti che affollavano le tavole dei buffet e li divoravo. Quale stuzzichino migliore in attesa delle polpette? ;)

Questa la ricetta originale di Felix e Cappera.
E questa la mia variante.



Io ho dimezzato le dosi , sostituito il lievito, aggiunto le olive e ritoccato il mix di farine. Perciò ho usato:

- 90 g Nutrisì (mi piace di più del Mix B e rende il pane molto saporito)
- 60 g Farmo
- 50 Glutafin (anche questa farina la adoro...)
- 160 g acqua
- 20 g olio
- 3 g di lievito di birra secco (ho usato quello nella scatola della Glutafin, ne ho una discreta scorta)
- 3 g sale
- un pizzico di zucchero
- una decina di olive verdi snocciolate tritate (controllate sempre che siano sicure)

Ho sciolto il lievito nell'acqua tiepida e ho aggiunto lo zucchero. Poi, nell'impastatrice ho aggiunto farina, olio, sale ed ho impastato .Solo dopo che il composto risultava già ben amalgamato, ho aggiunto le olive tritate e ho lasciato andare l'impastatrice qualche altro minuto.
La prima lievitazione l'ho fatta fare nel forno con la lucina accesa per un'ora e mezza, poi ho ripreso l'impasto e, con le mani infarinate, ho fatto le palline piccoline (e 5 più grandi, visto che non sapevo esattamente quanto sarebbero cresciute) e le ho rimesse a lievitare in forno per un'altra mezz'oretta.
Spennellatina di acqua e olio, 20 minuti in forno a 190° e...... una meraviglia!!!
Sono venuti dei mini panini soffici, leggerissimi e buonissimi!!!
Non sono abituata a usare lievito di birra perchè quello fresco mi da parecchio fastidio e, quando posso, preferisco utilizzare il lievito madre, ma quest'ultimo ha tempi di lievitazione molto più lunghi e lievita anche in maniera diversa (di solito crea un'alveolatura più stretta). Il primo tentativo con il lievito secco però lo promuovo in pieno! Se ne usa di meno, circa un terzo della dose di lievito fresco, e sembra non darmi grossi problemi. Evvai!

Il Presidente, che all'inizio aveva esclamato "Belli!!!! Ma non riuscirò a mangiarli tutti...", ha ovviamente spazzato via l'intera teglia un'attimo dopo averli assaggiati. Sono soddisfazioni! ;)

Con una fettina di bresaola dentro :)


L'ultimo mini panino del cestino....per Pudore il Presidente lo ha lasciato li dentro per qualche minuto prima di disintegrarlo. Hi hi hi!


Dunque mini panini spazzolati via e polpette sparite. Tocca al contorno.... :)

To be continued......