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venerdì 23 ottobre 2015

Roselline di mele in sfoglia con crema pasticcera e cannella... voglie si, ma con stile!

Sono giorni che ho voglia di crema. Di crema pasticcera. La classica, intramontabile e vellutata crema pasticcera. Mi andava addirittura più del cioccolato, cosa quantomeno allarmante, vista la mia passione smodata per il cioccolato.
Ma ho resistitito! Stoica. Per settimane. Perchè il dottore mi ha chiaramente detto che i dolci in gravidanza sono del tutto inutili e servono solo a mettere su ciccia! 
Daccordo... i dolci in gravidanza sono dannosi per la dieta... ok... ma, a parte il fatto che i dolci fanno ingrassare a prescindere, che si sia incinte oppure no, dove le mettiamo le endorfine???!!!
Come si può rinunciare a quelle meravigliose sostanze che, come un balsamo miracoloso, ti riconciliano con il mondo e ti riempiono di goduria??!!
Appunto, non si può. Inutile girarci intorno. Era una battaglia persa in partenza e sapevo che prima o poi avrei impietosamente capitolato. Il poi era oggi :) su una ricettina che qualche giorno fa Tesorodisuocera mi ha mostrato su youtube e che mi ha conquistata al primo sguardo.
Tecnicamente la ricetta originale che trovate qui non prevedeva l'utilizzo della crema, bensì della marmellata, ma questi sono dettagli. Nella mia mente la marmellata è stata immediatamente sconfitta  dalla crema pasticcera e no, non me ne pento neanche un pochino perchè il risultato è stato davvero delizioso!!





Questi gli ingredienti:

- 3 mele royal gala rosse
- un pacchetto di pasta sfoglia Schear congelata
- mezzo limone
- cannella in polvere q.b.
- zucchero a velo per spolverare
- farina di riso q.b. per stendere la sfoglia

Per la crema pasticcera, queste le dosi standard:

- 50 g di amido di mais (io ne ho usati 40 perchè la volevo morbida)
- 500 ml di latte
- 6 tuorli
- 150 di zucchero semolato
- 1 bustina di vanillina
Ma potete tranquillamente dimezzare le dosi per questo dolce.

Prima di tutto preparate la crema seguendo il procedimento che trovate qui.
Poi pulite e tagliate a fettine le mele esattamente come mostra il video originale e cuocetele in acqua e succo di limone utilizzando il microonde. Io l'ho impostato a 500W per circa 4 minuti e poi ho lasciato per un pò le mele nell'acqua perchè si ammorbidissero bene (altrimenti sarebbero state difficili da avvolgere. Una volta morbide scolatele e tenetele da parte.
Una volta scongelata, stendete la pasta sfoglia facendo molta attenzione. Questo in realtà è l'unico tasto dolente. La pasta sfoglia senza glutine che si trova normalmente in commercio è terribilmente fragile e tende a spaccarsi sempre, oltre a risultare piuttosto unta in cottura. Io l'ho stesa facendo veramente molta attenzione, ma non sono riuscita comunque ad evitare che si spaccasse poco al di sopra della metà. 
Dovendola comunque tagliare a strisce, ho potuto utilizzarla, ma la cosa migliore (avendone il tempo) sarebbe quella di farsela da se, o di utilizzare come base per le rose l'impasto classico di un qualunque muffin chiaro, in modo che vengano delle mini tortine con la rosa sopra. Esperimento che tenterò al più presto (.... così sarò costretta mio malgrado a rifare la crema. Ma lo faccio solo per voi, sia chiaro...)
Ad ogni modo, con l'aiuto di un mattarello e un pò di farina di riso, stendete la sfoglia e tagliatela a strisce. Nella ricetta originale se ne ricavano 6, a me ne sono venute 5.
Stendete un filo di crema al centro di ogni striscia e iniziate a posizionare su un estremo le fettine di mela una accanto all'altra, sovrapponendole più o meno per la metà della loro lunghezza. A questo punto, spolverate il tutto con la cannella, piegate a metà la striscia di pasta sfoglia per tutta la sua lunghezza e iniziate ad avvolgerla su se stessa, facendo molta attenzione perchè sicuramente si spaccherà in più punti. Sembra un'operazione complicata, ma nel video originale potrete constatare che è davvero molto semplice.
Una volta ottenuta la rosellina, mettetela con delicatezza dentro ad un pirottino per muffin e poi nell'apposito stampo per la cottura. (Io ho aggiunto un cucchiaino di crema al centro di ogni rosa prima di infornare.)
Nel video il pirottino non è necessario, ma utilizzando la sfoglia senza glutine, per me è stato indispensabile.
Ripetete l'operazione per le altre strisce ed infornate a 190° per 45 minuti.
A cottura ultimata, lasciate raffreddare bene le roselline prima di estrarle delicatamente dal pirottino, poi adagiatele su un piccolo letto di crema pasticcera e spolverate con lo zucchero a velo.

Le roselline da sole risultano poco dolci e la crema, secondo me, è esattamente quello che ci vuole per rendere perfetta la ricetta.

Ovviamente sono immediatamente sparite, ma in questo sono stata debitamente aiutata dal Presidente che adora i dolci di mele ed il connubio mele-cannella in ogni sua forma :)

Come dite? Tutta quella crema è troppa per sole 5 roselline? Si avete ragione, per le roselline è più che sufficiente usare 250 ml di latte...io ho fatto la dose intera perchè il resto l'ho mangiato a cucchiaiate!!! :DDDDD

Con questa ricetta partecipo al 100% Gluten Free (Fry)Day!


venerdì 5 dicembre 2014

GLUTEN FREE DAY !! Una torta Nua con crema al limone e il BlogIn è la ricetta dell'allegria!


Seguire l'istinto e buttarsi senza farsi troppe domande, può rivelarsi un'esperienza impagabile! E' quello che è successo a me durante il Glute Free Day che si è svolto a Roma il 30 novembre. 
Avevo letto dell'evento e sapevo che sarebbe stato imperdibile per un celiaco, ma non avrei mai immaginato di poter contribuire attivamente. Invece un commento via l'altro sulla pagina facebook di Marcella, alias Celiaca per Amore, tanta curiosità, organizzatori gentilissimi, una buona dose di incoscienza (perchè non era coraggio era proprio incoscienza!) e quel pizzichino di istinto che la sa lunga, mi hanno catapultata in un'esperienza che spero davvero di poter ripetere.
Quattro food blogger diverse, quattro caratteri diversi, quattro ricette diverse, ma un unico obiettivo: condividere. Nel suo significato più bello e vero.
Cucinare insieme, ridere e scherzare come se ci conoscessimo già da tempo, ma soprattutto condividere la passione per la cucina e anche aiutarsi nelle piccole difficoltà di preparazione che abbiamo incontrato è stato bellissimo. Simona, Marcella, Anna Lisa, è stato un vero piacere conoscervi, grazie!



E grazie di cuore allo staff di Sulle Ali per la cura nell'organizzazione, la gentilezza e la pazienza.



Questa la torta che ho preparato.






L'ho sperimentata per la prima volta poco più di un anno fa. Cercavo una torta che non fosse difficile da preparare, che non fosse un semplice lievitato, ma che non richiedesse particolari abilità per la farcitura e soprattutto per la successiva immancabile copertura. E ho trovato questa! Non sono riuscita a scoprire l'origine del nome Nua, ma impazzava sul web e mi è piaciuta subito.

Questi gli ingredienti:

Per la torta

- 300 g di mix per dolci lievitati
- 180 g di zucchero
- 4 uova
- 100 ml di latte (se avete preparato una crema bella compatta o la usate fredda di frigo, consiglierei di aggiungere un goccio di latte in più)
- 40 ml di olio di semi
- 1 bustina di vanillina
- 1 bustina di lievito per dolci
- zucchero a velo per guarnire

Per la crema

- 160 g di zucchero
- 2 tuorli
- 60 g di amido di maix
- 500 ml di latte
- la buccia di 2 limoni

Prima di tutto si deve preparare la crema, in modo che abbia il tempo di raffreddarsi. Io ho usato la ricetta di Tesorodisuocera, che è semplicissima, buonissima e veloce! Versate nella ciotola della planetaria (ma potete usare anche le frustine ad immersione) i tuorli, lo zucchero e poco latte, giusto il necessario per far amalgamare il tutto e fate andare a velocità media,  nel frattempo mettete sul fuoco un pentolino con il resto del latte e le bucce dei limoni. Quando il latte sarà ben caldo ed avrà assorbito l'aroma ed il profumo dei limoni, togliete tutte le bucce e unite l'impasto di uova, mescolando a mano con una frusta. La crema addenserà in un momento e vi basterà mescolare poco per avere la consistenza giusta! (Tesorodisuocera la sa davvero lunga!)
Lasciate raffreddare la crema e dedicatevi all'impasto della torta.

Sempre nella ciotola della planetaria, mettete le uova e lo zucchero. Montate fino ad avere un composto bello spumoso e aggiungere il latte, la vanillina e l'olio a filo. Poi unite la farina (la ricetta originale prevede che venga setacciata, ma il la butto giù a cucchiate e non ho mai avuto problemi!) e per ultimo il lievito. Mescolate il tutto e versate in una teglia a cerniera da 26 cm di diametro oliata ed infarinata. 
A questo punto di deve aggiungere la crema. Distribuitela a cucchiate in modo uniforme nell'impasto ed infornate a 170° per 50 minuti (oppure a 180 per 40 minuti, oppure a 160 gradi inforno ventilato modalità dolci per 40 minuti...le ho provate un pò tutte ed è venuta sempre bene!)
Sfornate, fate raffreddare, spolverate con lo zucchero a velo e servite.

Personalmente adoro mangiarla ancora tiepida e non fredda, ma è pericoloso perchè potrei finirla tutta!
Qui trovate la ricetta originale, con crema pasticcera e crema al cioccolato.... la vera lussuria! Viene buonissima anche questa versione, ma non sono riuscita a scattare foto una volta tolta la teglia, è finita subito!!! 





Con questa ricetta partecipo al Gluten Free (Fri)Day!!


venerdì 27 giugno 2014

Crocchette di mais brasiliane... e i felini sono superiori

I felini sono esseri superiori. Ne sono assolutamente convinta. Ho sempre saputo che sono animali particolari, affascinanti e misteriosi, ma dopo 10 mesi con un micio in casa, mi sono resa conto che sono proprio superiori. Chi vi dice che i gatti non sono affettuosi, non ne ha mai avuto in casa uno. Chi vi dice che sono opportunisti, semplicemente non li ha capiti. Noi umani siamo abituati a trattare gli animali come creature inferiori o comunque meno evolute e trovarci di fronte un animale che questa "superiorità" non la riconosce neanche un pochettino, ci spiazza e ci fa pensare che l'animale in questione sia infido, imprevedibile e pure un pò cattivo all'occorrenza.
Potere della presunzione umana e di una buona dose di ignoranza, intesa come scarsa conoscenza ed esperienza.
Contrariamente a quanto la maggior parte delle persone pensa, sono i gatti ad essere superiori a noi, in molte cose. Sono animali fieri e liberi, ma hanno la capacità innata di conservare questa loro indipendenza pur affezionandosi ed amando il "loro" umano (perchè siamo noi i loro compagni di branco, non il contrario). Sembrano opportunisti, ma solo perchè sono molto più attenti e sensibili di noi a tutto ciò che li circonda e agiscono di conseguenza. Inoltre sentono, vedono e percepiscono cose che noi umani invece ignoriamo completamente e che non sono alla nostra portata
Si potrebbero passare ore ad osservare un gatto e a studiarne il comportamento, ma non si riuscirebbe comunque a comprenderne i segreti... perchè non se ne hanno gli strumenti.
Insomma, i felini sono superiori, c'è poco da fare. E hanno anche un olfatto sopraffino, soprattutto quando gli umani cucinano qualcosa di buono!
Mentre preparavo il piatto che vi propongo oggi, Pelosina non mi ha mollata un secondo, seguendo ogni mia mossa e provando tutte le volte che poteva ad infilare il suo musetto in una delle ciotole (una gatta che adora il profumo del mais non può che vivere in casa di una celiaca...)
Anche questa settimana ho preso spunto dai suggerimenti delle blogger di Gluten Free Travel & Living (questa faccenda della cucina brasiliana mi stuzzica davvero tanto!) e ho provato a cucinare le crocchette di mais dal loro suggerite, con un minimo aggiustamento di ingredienti per sglutinarle.
Questo il risultato :)


E questi gli ingredienti:

- 200 g di mais in scatola
- 200 ml di latte (io ho usato quello ad alta digeribilità)
- 1/2 dado da brodo
- 1 cucchiaio di margarina (io ho usato il burro)
- 8 cucchiai di farina Mix It! DS
- 2 uova
- pangrattato
- olio di semi per friggere q.b.
- sale (questa è una mia aggiunta)

Il procedimento è davvero semplice: 
frullate il mais utilizzando una piccola parte del latte, trasferitelo in una casseruola ed aggiungete il resto le latte, il dado ed il burro. Portate a bollore mescolando sempre ed aggiungendo la farina a pioggia, fino a quando l'impasto non sarà diventato bello sodo e consistente. Essendo il mais molto dolce, ho aggiunto un pò di sale (secondo me ci stava molto bene :) ) Fate raffreddare e lasciatelo riposare in frigo per almeno un'ora. Poi, con le mani bagnate, formate le crocchette e passatele nal pangrattato, poi nelle uova sbatture (alle quali avevo aggiunto un altro pizzico di sale) e poi di nuovo nel pangrattato. Friggete in abbondante olio di semi fino a quando non saranno belle dorate.

Sono veramente ottime! Prevalentemente dolci, ma molto saporite e sfiziose. Confermo inoltre che sono ottime anche se mangiate fredde, a me sono piaciute persino di più. La cucina brasiliana comincia a piacermi, confesso ;)

Con questa ricetta partecipo al 100% Gluten Free (Fri)Day!




venerdì 18 aprile 2014

Torta al cioccolato senza glutine in 5 minuti.... parola d'ordine: ottimizzare!!!

Preso atto del fatto che i miei tentativi di bi-tri-locarmi sono miseramente falliti (e si che ho provato a concentrarmi fortisssssimamente, ma niente, nada, nisba, alla fine ero sempre li sola soletta con la mia mole di cose da fare e col Presidente che mi guardava seriamente perplesso tentando di capire cosa caspita stessi cercando di fare...), ho deciso che l'unica via è quella dell'ottimizzazione del tempo. Visto che il bastardello ogni volta sfugge, scappa e si dissolve in men che non si dica lasciandomi sempre in un discreto mare di casini, devo prenderlo in contropiede e fargli capire che, se non posso bilocarmi, posso almeno provare ad essere veloce! Perciò largo alle ricette veloci, alle preparazioni rapide e ai piatti super espressi, preservando però, si badi bene, il gusto e la qualità.
Dopo la consueta e ormai immancabile invocazione, S. Google mi ha condotta ad un blog davvero bello e tutto dedicato ai dolci che si chiama "Ho voglia di dolce".  Le ricette riportate non sono senza glutine, ma sono davvero invitanti e si può provare a convertirle, sperimentando e pasticciando un pò. Insomma, una bella fonte di ispirazione :)
Nella mia ricerca di un dolcetto adatto alla colazione e che fosse velocissimo da preparare, mi sono imbattuta in questa ricetta ultrarapida e ho deciso di provarla sostituendo gli elementi glutinosi. Di solito le ricette per le torte come questa hanno bisogno di un'aggiustatina nelle dosi, soprattutto dei liquidi, altrimenti è facile ottenere dei dolci un pò asciutti, ma stavolta la semplice conversione ha dato risultati davvero ottimi!
Ecco la torta.


Questi gli ingredienti:

- 200 di mix per dolci lievitati (nella variante con amido di mais)
- 60 g di cacao amaro* (io ho usato quello Perugina)
- 180 g di zucchero semolato
- 2 uova
- 100 ml di olio di semi di girasole
- 230 ml di latte (secondo la ricetta originale potevano essere sufficienti 200 ml, ma trattandosi di farine senza glutine ho preferito abbondare)
- 1 bustina di lievito per dolci* (io sto smaltendo le riserve di quello a marchio Simply)
- 1 bustina di vanillina* (per me sempre Simply)
- zucchero a velo* (io ho usato il Pedon)

(*) Scegliete sempre prodotti sicuri e senza glutine

Il procedimento è veramente velocissimo! Ho messo nella ciotola della planetaria le uova, tutti i liquidi, la vanillina e ho mescolato un pò. Poi ho aggiunto tutti gli altri ingredienti (tutti insieme) e lasciato andare la planetaria giusto il tempo di amalgamare il tutto. Ci vogliono davvero solo 5 minuti e l'impasto è pronto.
Versatelo in una teglia (io ne ho usato una da 22 cm di diametro, ed infornate in forno preriscaldato e statico a 180°. Alla prova stecchino, la mia torta era cotta dopo circa 40 minuti. fatela raffreddare e spolveratela con lo zucchero a velo.

E' veramente ottima! La consistenza è soffice e per niente asciutta. In soli 5 minuti sono riuscita ad avere il mio dolcetto per la colazione e il Presidente ha gradito molto! :) 

Con questa ricetta partecipo al 100% Gluten Free (Fri)Day!




venerdì 28 febbraio 2014

Crema catalana al mandarino e rum .... Gnam!!!

L'anno scorso per il mio compleanno ho ricevuto  un regalo fantatico: un buono da spendere nel più fornito negozio di articoli per la cucina che io abbia mai visto!!! Una volta entrata ci sono rimasta per circa 2 ore, saltellando tra stampi per dolci, utensili di ogni tipologia e foggia, teglie, vaporiere, pentole e padelle di ogni tipo. Il tutto ovviamente sotto l'amorevole sguardo del Presidente che continuava a rassicurare i commessi che no, non ero matta e si, era la prima volta che mettevo piede in quel negozio e si, contrariamente a quanto poteva desumersi dai miei gridolini entusiastici ero maggiorenne. Non so se gli hanno creduto oppure no, ma visto che alla fine del giro nella Disneyland culinaria avevo speso decisamente di più di quanto previsto dal mio buono compleannoso, sono stati tutti moooolto gentili!
Nel mio bottino di guerra, (oltre ad un gratta scorzette ultra professionale che fa anche riccioli sottilissimi di qualunque cosa e che farebbe invidia persino a Ramsey in persona) c'era anche un fichissimo caramellizzatore corredato da due deliziose cocottine a forma di cuore. Il tutto ovviamente di un bel rosso sgargiante. Capirete bene che non potevo non comprarlo. Lo spirito della creme brulee mi avrebbe perseguitata a vita sentendosi tradito e abbandonato. Non sia mai.
Perciò eccomi qui con la mia prima crema catalana casalinga e caramellata :)
La ricetta di base è quella classica della crema catalana, ma ho apportato qualche modifica per aromatizzarla a gusto del Presidente (grande amante degli agrumi) che, visto il raffreddore bestiale che si è beccato, aveva decisamente bisogno di una coccola.


Questi gli ingredienti:

- 450 ml di latte (se usate un latte senza lattosio o addirittura di soya avrete una crema adatta anche agli intolleranti al lattosio o alle proteine del latte vaccino)
- 25 g di rum
- il succo di 3 mandarini clementini
- 100 g di zucchero
- 4 tuorli
- 25 g di amido di mais
- la scorza di mezzo limone
- cannella in polvere
- zucchero di canna q.b.

Sciogliete l'amido di mais in poco latte e versate il resto in un tegame assieme alla buccia di limone grattugiata (con il sofisticatissimo gratta scorzette!), a metà dello zucchero, alla cannella ed al succo dei mandarini (per la dose della cannella regolatevi a vostro gusto, va bene sia un pizzico, sia una generosa spolverata). Scaldate il tutto e, prima che sia arrivato ad ebollizione, aggiungete il rum mescolando bene. Portate a bollore e togliete il tegame dal fuoco. Lavorate a parte i tuorli con l'altra metà dello zucchero (basta una frustina non c'è bisogno di usare la planetaria), aggiungete il latte con l'amido di mais sciolto e mescolate bene. A questo punto rimettete il tegame con il latte aromatizzato sul fuoco e aggiungete il composto di uova. Mescolate per bene finchè la crema non si sarà addensata. Otterrete una crema più leggera e più morbida rispetto alla consistenza della normale crema pasticcera. Toglietela dal fuoco e versatela nelle cocottine (io ho ottenuto 3 coccottine rotonde e 2 a forma di cuore, all'incirca della stessa grandezza). Lasciate riposare la crema in frigo per 1 o 2 ore (io l'ho lasciata tutta la notte), poi cospargetela di zucchero di canna e caramellate il tutto con l'aiuto di un caramellizzatore.
Per ottenere una crosticina croccante al punto giusto dovrete prendere un pò di dimestichezza con la fiamma del caramellizzatore e con la sua intensità, ma e una cosa abbastanza semplice e anche divertente.
La prima prova l'ho fatta sulle cocottine a forma di cuore....


... e la mia crema effettivamente era un pò pallidina. Il secondo tentativo che vedere nella foto in alto invece è andato decisamente meglio :)

La crema è davvero deliziosa e particolare. Mandarino rum e cannella si sposano benissimo. Il Presidente ve la consiglia!! :D

Con questa ricetta partecipo al 100% Gluten Free (Fri)Day!



venerdì 7 febbraio 2014

Cake salato con pomodori secchi, prosciutto cotto ed erbette.... e una palla di pelo che imperversa!

Palla di Pelo cresce. Cresce bene. Cresce in fretta. Ormai ha le fattezze di una giovane miciotta fatta ed è stata persino sterilizzata, cosa che, secondo quanto spiegato dal veterinario, avrebbe dovuto farla calmare un pochino. Sono assolutamente convinta della competenza e professionalità del veterinario in questione, ma detto francamente, Palla di Pelo non si è calmata neanche un pò. I suoi passatempi preferiti sono gli agguati, il salire e scendere da tutti i pensili più alti della cucina e della casa (ovviamente usando me e il Presidente come comode scalette umane...) e da qualche giorno l'acqua del lavabo della cucina. Ha sempre avuto una predilezione per i rubinetti ed i lavabi in generale, ma quello della cucina è diventata la sua passione. Aprire l'acqua senza che lei si materializzi sul piano della cucina un secondo dopo è praticamente impossibile. Se si limitasse ad osservare l'acqua che scorre non sarebbe un problema, ma il suo gioco prevede il prendere a zampatine il getto d'acqua, schizzando un pò dappertutto, bagnandosi le zampette per poi "zampettare" ovunque. E non c'è modo alcuno di aggirare la sua attenta sorveglianza, non basta aspettare che si sia acciambellata nell'altra stanza per mettersi a cucinare, perchè il solo rumore dell'acqua che scorre anche per pochi secondi la fa accorrere in un lampo.
La cosa in se non è una tragedia, per carità, peccato però che cucinando capiti spesso di lavarsi le mani... e allora cominciano i problemi. I gatti sono animali estremamente puliti, ma se sto cucinando e mi capita di doverla prendere per farla scendere dal piano di lavoro, poi mi lavo le mani e lei, ovviamente, sentendo l'acqua risale! E' una specie di circolo vizioso. L'altra sera, mentre preparavo questo cake, sembrava avessimo raggiunto un tacito accordo (sembrava... ma anche no!), lei se ne stava tranquilla accoccolata in un angolo del piano di lavoro e io cucinavo senza perderla di vista, tenendola a bada quando aprivo l'acqua del rubinetto e stando attenta a non farla avvicinare alle varie ciotoline di ingredienti che nel frattempo stavo preparando.
L'esperimento non è stato propriamente un successo... Palla di Pelo mi ha schizzato l'acqua in faccia due volte ( non che lo abbia fatto apposta, faceva tutto parte della sua sfida personale al rubinetto), è riuscita ad infilare il musetto nella ciotola (per fortuna ormai quasi completamente vuota) del formaggio e mi ha fatto perdere ogni volta il filo di quello che stavo facendo. Il risultato è stato che alla fine ho dimenticato di mettere la giusta dose di olio nella ricetta...
Il cake è venuto ugualmente saporito, ma  ovviamente un pochino meno soffice e alto rispetto al solito.
Eccolo qui


Questi gli ingredienti:

- 200 g di Mix per impasti lievitati di Felix e Cappera (ma ho provato anche ad usare la Mix it Ds e viene benissimo lo stesso
- 3 uova
- 100 ml di latte
- 100 ml di olio di semi di girasole (io ne ho messi solo 2 cucchiai per errore)
- 1 bustina di lievito per torte salate.
- 50 g di parmigiano
- 50 g di pecorino
- prezzemolo e basilico tritati (la quantità è a vostra discrezione)
- prosciutto cotto a cubetti (sempre quanto ne volete, io ne ho messa una scatolina)
- pomodori secchi sott'olio (idem)
- sale e pepe q.b.

Prima di passare al procedimento, vi ricordo di stare sempre molto attente ad usare prodotti sicuri e non contaminati. Per questo cake ho usato farine e lievito a marchio Simply (ne ho ancora una piccola scorta in casa), ma ho recentemente scoperto che tutti i prodotti a marchio Simply di questo settore (quindi lieviti, zucchero a velo, fecola di patate, amido di mais ecc...) sono stati eliminati dal prontuario Aic per scelta aziendale. Se si tratti solo di costi o se effettivamente non siano più in grado di garantire la non contaminazione non so dirlo, ma mi raccomando, fate attenzione e controllate periodicamente il prontuario per evitare brutte sosprese.

Passiamo al cake.... Fate rosolare i cubetti di prosciutto in una padella e tagliate a pezzetti i pomodori secchi. Poi sbattete le uova e unite il latte, le erbette tritate,  l'olio (non dimenticatelo come ho fatto io), un pizzico di sale e pepe. Mescolate bene tutto. Unite il lievito alla farina ed incorporatela al composto di uova mescolando con una forchetta. Quando sarà ben amalgamato, unite il prosciutto cotto ed i pomodori secchi, mescolando per bene. Foderate uno stampo da plumcake con la carta da forno, versate l'impasto e cuocete in forno preriscaldato a 180° per 25 minuti. 
Facile facile..... se non avete una palla di pelo che imperversa!!!

Con questa ricetta partecipo al 100% Gluten Free (Fri)Day!


martedì 31 dicembre 2013

Torta al cioccolato, arancia e rum, un albero di Natale vandalizzato e... FELICE 2014 A TUTTI!!!!

Il nostro albero di Natale non ha mai conosciuto un periodo così buio. Povero alberello.... Palla di Pelo ho la letteralmente vandalizzato. Dal primo momento in cui lo ha visto, bello, luccicante e sfavillante è stato amore. Vero e proprio amore...infatti ama alla follia rosicchiergli i rami, tirare via, spezzettare e masticare i fili dorati, usare le palline come punching ball manco fosse Rochy Balboa e tritare (si proprio tritare, non c'è una parola più adatta) i fili delle lucine. Ne ha fatti fuori 2, anche di notevole lunghezza e, diciamocelo, per ridurre a brandelli di circa 4 cm l'uno un filo di lucine intrecciato di 3m, ci vuole una notevole capacità di mandibola e un'altrettanta notevole resistenza e costanza. Ecco, Palla di Pelo è molto dotata, ha tutte queste qualità ed è felicissima di mostrarci regolarmente che le tiene in esercizio e ben allenate. Nel giro di una settimana, al povero alberello sono rimaste solo le palline (tranne 2 che è riuscita a rompere nonostante fossero di plastica), un filo rosso-dorato che ne abbellisce solo la parte superiore e il puntale.... che ogni mattina va raddrizzato dopo lo stress degli assalti notturni.
Il resto è storia. Pace all'anima delle lucine, delle palline e dei fili luccicosi. Palla di Pelo non perdona! E non è possibile essere arrabbiati con lei, perchè da brava femminuccia coccolona, svenevole e smorfiosetta, riesce a farsi perdonare davvero tutto.... arcano ed irresistibile potere delle fusa!
Per sublimare la devastazione del mio adorato albero (evento assolutamente traumatico per un'invasata del Natale come la sottoscritta), mi sono data ai dolci alberellosi e coccolosi, usando una delle prime ricette che ho riadattato dopo che ho saputo di essere celiaca: quella del ciambellone della mia mamma. Ho dimezzato le dosi e adattato le proporzioni dei liquidi. Ecco qui il mio dolcetto :)




Questi gli ingredienti:

- 250 g di farina (mix per dolci lievitati di Felix e Cappera nella variante con l'amido di mais)
- 3 uova
- 1/2 bicchiere di latte
- 1/2 bicchiere di olio di semi
- 1 bustina di lievito*
- 150 g di zucchero
- 25 g di rum
- mezza fialetta di aroma di arancia
- 50 g di cacao amaro*

*come da prontuario e cmq senza glutine

Tutto insieme nella ciotola dell'impastatrice e lavorate finchè non saranno ben amalgamati. Poi trasferite nello stampo per dolci della forma che preferite e cuocete per 40 minuti in forno preriscaldato a 180°. Una volta raffreddato, decorate con lo zucchero a velo. Mooooooolto buono! :)
Con questo dolce si chiude in bellezza il 2013. Il Presidente, Palla di Pelo ed io vi auguriamo un 2014 meraviglioso e ricco sapori, profumi, novità e soprattutto tanto, tanto amore!!! BUON ANNO!!!!!!! :DDDDDD



mercoledì 10 luglio 2013

Clafoutis alle ciliegie.... e due uova adottate.

Hanno vinto le tortore. Inutile girarci intorno. Una vittoria schiacciante. Su tutta la linea.
Qualche settimana fa credevo di averle scoraggiate dal fare il loro nido sul davanzale della finestra del soggiorno....e ci sono riuscita, infatti lo hanno fatto su quello del bagno!!!!
Una scena assolutamente surreale, degna di un film comico.
E' stato sufficiente stare via per un weekend lungo, partenza giovedi mattina e rientro domenica sera.
Ovviamente prima di partire ho chiuso tutte le finestre, perchè si sa, la prudenza non è mai troppa. Così, al ritorno, per prima cosa le ho riaperte tutte per far cambiare l'aria. Tutto tranquillo finchè non sono arrivata in bagno...ho aperto baldanzosa l'ultima finestra e uno sbattere improvviso di ali con conseguente fuga istantanea di un volatile mi hanno fatto quasi prendere un colpo. "Caspita devo aver spaventato un uccello!" ho pensato subito.... poi ho abbasso lo sguardo.... e il colpo mi è venuto davvero! Un nido. Davanti a me c'era un nido bello e fatto. Piazzato esattamente tra la cornice della finestra e quella della persiana....esattamente dove avrebbe dovuto trovarsi la zanzariera che però avevo dimenticato di richiudere prima di partire.
Che sarà mai un nido direte voi. Se ci hanno messo così poco a farlo, basta toglierlo e ci metteranno un attimo per rifarlo da qualche altra parte.
Peccato che dentro c'era un uovo. No dico UN UOVO!!!!! Come è possibile che in soli 3 giorni le tortore siano riuscite ad accorgersi che la zanzariera non c'era, a fare il nido ed a piazzarci subito un uovo dentro????? Non si può spostare un nido in cui sono già state deposte le uova, perchè i genitori non riuscirebbero più a trovarle o comunque quasi sicuramente non le coverebbero più! Spostare il nido e l'uovo sarebbe stato come condannare a morte il futuro piccolino!!!
Insomma uno shock.
Le esclamazioni di incredulità (cioè strani versi del tutto privi di senso) uscite dalla mia bocca in quel momento, hanno fatto accorrete il Presidente che, dopo aver seguito il mio sguardo e compreso la situazione, ha candidamente esclamato "Oh! Un nido! E c'è anche un uovo dentro! Che carino!"
Attimo di disappunto. No...Aspetta....."ok, l'ovetto fa tenerezza solo a guardarlo, lo ammetto, ma è sulla finestra del nostro bagno e finchè rimarrà li la finestra non si potrà aprire! Sarà un bel casino!" ho risposto io piuttosto preoccupata. Risposta disarmante del Presidente: "Vabbè tanto ormai non lo possiamo spostare no? E poi è così carino..."
A quel punto sono stata consapevole che la disfatta si era ormai consumata. Fine dei giochi.Vittoria delle tortore 6-0, 6-0. Un secondo dopo ero al computer col Presidente in cerca di informazioni tortoresche e dieci minuti dopo eravamo preparatissimi su modalità di cova, tempi di schiusa, svezzamento e crescita dei piccoli.
Morale della favola: questo weekend dovremmo diventare zii di due pulcini tortorellosi!! Perchè ovviamente, la mattina dopo aver scoperto il primo uovo, la nostra nuova inquilina  ha deposto il secondo.

Nell'attesa del lieto evento, essendo periodo di ciliegie, mi sono lanciata nella sperimentazione del Clafoutis...che detto così fa tanto chic!
Eccolo qui


Ho seguito questa ricetta base e sostituito la farina col mix per impasti lievitati di Felix e Cappera.
Questi gli ingredienti:

- 90 g di farina (Mix per impasti lievitati)
- 3 uova grandi
- 200 ml latte
- 1 bustina di vanillina ( da prontuario)
- 100 g zucchero
- 20 ml di Brandy
- 1 pizzico di sale
- ciliegie denocciolate ( io non le ho pesate, sono andata ad occhio e a gusto)

Sbattete le uova con lo zucchero fino ad ottenere un composto chiaro, spumoso e più o meno raddoppiato in volume, poi aggiungete la vanillina, il sale e la farina setacciata incorporandola delicatamente. Sempre mescolando delicatamente, aggiungete il latte ed il liquore.
Imburrate una teglia da circa 26 cm,  cospargetela di zucchero e sistematevi le ciliegie denocciolate, poi versate piano il composto nella teglia (senza mandarlo sopra le ciliegie!) ed infornate a 180° (con forno preriscaldato) per circa 40-45 minuti.
Il risultato sarà una specie di frittatina bassa che, una volta tagliata, darà l'impressione di essere parzialmente cruda, ma va bene così. Non avendo lievito l'impasto sembrerà compatto e un pò crudo, ma vi assicuro che è assolutamente delizioso! Una cosetta estiva, leggera e gustosa. Niente male davvero!

domenica 23 giugno 2013

Crostata di frutta.... chi lo avrebbe mai detto!

Personalmente non ho mai amato le crostate di frutta. Un pò perchè sono una drogata di cioccolato e creme in generale (di solito un dolce per me non è un vero dolce se non contempla il cioccolato o una crema similare) e un pò perchè normalmente le crostate di frutta sono stucchevolmente dolci,  burrose e ricoperte di gelatina... che non mi ha mai fatta impazzire. Insomma, entrando in una pasticceria, una crostata di frutta sarebbe davvero la mia ultima scelta.
Ieri però, dovendo preparare due dolci per uno strafichissimo "apericena" da amici (serata meravigliosa Ale, grazie!!), ho deciso di provare a prepararne una (ovviamente senza l'odiosa gelatina) da affiancare ad una torta con le creme (che posterò sicuramente nei prossimi giorni...slurp!), visto anche il caldo di questi giorni.
Così, armata di frutta fresca e di Presidente pronto ad affettarla (tesoro di uomo) mi sono lanciata.
Il risultato è stato assolutamente sorprendente! Non solo la crostata non risultava affatto iperdolce, ma era un vero e proprio tripudio di sapori perfettamente distinti ed allo stesso tempo perfettamente in armonia tra loro. Mi è addirittura piaciuta di più della squisita torta con le creme! Il che per me è stato un autentico shock...

La ricetta base che ho seguito come riferimento la trovate qui, poi ovviamente la frutta utilizzata e la composizione della crostata le ho fatte a gusto mio.
Questo il risultato...



Forse uno dei dolci più belli che abbia mai fatto :) Una vera soddisfazione. Nella foto c'è ancora la carta da forno perchè ho tolto la crostata dalla teglia solo dopo averla trasportata.

Questi gli ingredienti:

Per la pasta frolla

- 250 g di farina. Io ho utilizzato il mix per crostate e biscotti di Felix e Cappera, nella versione amido di mais, farina di riso, fecola di patate e xantano.
- 100 g di zucchero a velo
- 2 uova
- 125 g di burro a temperatura ambiente (o ammorbidito al microonde)
(andava aggiunta anche una bustina di vanillina, ma io nella frolla preferisco non metterla)
- 1 uovo sbattuto (per spennellare la base una di pasta frolla una volta cotta)

Per la crema pasticcera

- 50 g di amido di mais
- 6 tuorli
- 500 ml di latte
- 150 di zucchero semolato
- 1 bustina di vanillina

Per la copertura

frutta di stagione a piacere, tagliata a fette più o meno sottili secondo il vostro gusto.

Ovviamente controllate sempre che tutti gli ingredienti siano sicuri come da prontuario AIC o che comunque non contengano tracce di glutine.

Partiamo dalla crema.
Tenete da parte mezzo bicchiere di latte e mettete il resto dentro una casseruola capiente, scaldatelo appena e aggiungete la vanillina. Con l'impastatrice (o con delle fruste) montate i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere una crema spumosa e chiara. Poi, sempre continuando a sbattere, aggiungete a filo 1/3 del latte della casseruola e la farina setacciata. Una volta amalgamato bene il composto, versatelo nella casseruola del latte rimasto, mettete la casseruola sul fuoco e mescolate finchè la crema non si sarà addensata. A questo punto togliete la casseruola dal fuoco e, sempre mescolando, aggiungete a filo il mezzo bicchiere di latte rimasto. Poi mettete la crema a raffreddare (se volete coprendola con della pellicola a contatto per evitare che si forni la pellicina sopra).

Passiamo alla frolla.
Facilissima. Mettete tutti gli ingredienti nella ciotola dell'impastatrice e impastate con la frusta K. Bastano pochi minuti, non appena l'impasto si sarà "attaccato" tutto alla frusta e nella ciotola non ci saranno più residui, la frolla è pronta. 
Ammetto che io non faccio mai riposare la frolla in frigo, la uso subito e tanti saluti! :P
Perciò appena pronta, stendetela sulla carta da forno con il mattarello, facendo attenzione a creare un cerchio il più possibile delle dimensioni della teglia e poi trasferite carta e pasta nella teglia stessa. In questo modo userete tutta la frolla senza residui. Assicuratevi che impasto aderisca bene alle pareti della teglia e con la forchetta bucherellate tutta la base della crostata, in modo che non si possano formare bolle d'aria. Poi con un cucchiaino rovesciato o con una forchetta, decorate il bordo superiore della crostata, facendo dei piccoli segnetti che, oltre ad essere decorativi, lo rendono regolare. 
Posizionate all'interno della crostata un'altro foglio di carta da forno (io l'ho tagliato di forma più o meno circolare),  posateci sopra dei legumi secchi o del riso ed infornate a 200° per 20 minuti a forno preriscaldato.
Trascorsi i 20 minuti, togliete il foglio di carta con i legumi o il riso e continuate la cottura per altri 10 minuti. Sfornate, fate raffreddare e spennellate la base e i bordi con dell'uovo sbattuto. (questo impedirà alla frolla di bagnarsi troppo una volta aggiunta la crema).

Copertura e decorazione.
A questo punto non resta che spalmare uniformemente la crema sulla base della vostra crostata e aggiungere la frutta che più vi piace. Se utilizzate frutta che, una volta tagliata, annerisce velocemente (nel mio caso le banane) e non volete usare la gelatina di copertura, immergete velocemente le fettine di frutta in acqua e limone e procedete tranquillamente alla decorazione.
Io ho usato ciliegie (che il Presidente ha gentilmente denocciolato una ad una), melone, fragole, banane (bagnate in acqua e limone) e pesche noci.

E' un dolce che richiede un pò di lavoro, ma è assolutamente splendido a vedersi e davvero delizioso al palato. Una cioccolato dipendente in visibilio per una crostata di frutta... chi lo avrebbe mai detto! :D 

giovedì 13 giugno 2013

Muffin alla banana e gocce di cioccolato... come allontanare i brutti pensieri.

Vi è mai capitato di incontrare inaspettatamente qualcuno e, subito dopo, di sentirvi completamente prosciugate di ogni energia? Come se vi avessero drenato via tutti i pensieri positivi per sostituirli con sensazioni sgradevoli, emozioni negative, insofferenza e fastidio? A me si purtroppo. Sto cominciando ad imparare, sto cominciando a riconoscere questo tipo di persone e normalmente riesco a non farmi coinvolgere dalla loro negatività, ma a volte capita di incontrale in modo del tutto casuale o inaspettato e le cose si complicano. 
Qualche giorno fa mi è successo, purtroppo, e complice la stanchezza degli ultimi mesi e l'umore non dei migliori (visto che sono letteralmente seppellita di lavoro), ci sono cascata. Sono stati sufficienti pochi minuti di "piacevole conversazione" per ritrovarmi magicamente trasformata in un concentrato di negatività. Che bellezza. 
Dopo essermi rintanata in casa (luogo minuscolo e meraviglioso dove riesco a rigenerarmi), serviva una sana terapia d'urto: i fornelli! Perciò armata di grembiule, frustine e palette, ho invocato il potere di S. Google per trovare la ricetta-esperimento in grado di scacciare i brutti pensieri. Ovviamente ero a caccia di un dolce (nulla è più consolatorio di un dolcetto soffice e profumato). Pochi minuti, qualche clic ed eccola: la ricetta dei "muffins del buonumore". (Chiedi e ti sarà dato...dice il saggio). Se anche non mi avesse conquistata alla prima occhiata, avrei scelto questa ricetta solo per il nome. Ad ogni modo una spiegazione scientifica per il nome di questi muffins esiste davvero, sembra infatti che banane e cioccolata contengano sostanze in grado di regolare l'umore e l'ansia.
Premesso che la mia dipendenza dal cioccolato è cosa ormai conclamata e risaputa e che sono tra le più accanite sostenitrici del supremo potere delle endorfine cioccolatose, perchè mai avrei dovuto negare una possibilità anche alle banane? Non sia mai!

Questa la ricetta originale, e qui sotto la mia rivisitazione


Ho sostituito solo la farina col mix per impasti lievitati e lasciati invariati gli altri ingredienti (mi raccomando tutti da Prontuario AIC o comunque sicuri e senza glutine):

- 250 g di polpa di banane (2 banane medie)
- 150 g di gocce di cioccolato fondente 
- 12 g di lievito per dolci
- 2 uova
- 1/2 cucchiaino di bicarbonato
- 250 g di farina (io ho usato il mix per impasti lievitati di Felix e Cappera)
- qualche goccia di succo di limone
- 1 bustina di vanillina
- 125 g di burro morbido (a temperatura ambiente o passato per un un minuto e mezzo al microonde)
- 100 g di latte
- un pizzico di sale
- 125 g di zucchero

Schiacciate la polpa delle banane fino a ridurla ad una purea e aggiungete qualche goccia di limone per evitare che annerisca.
Con l'aiuto della planetaria, sbattete il burro con lo zucchero fino ad ottenere un composto cremoso e incorporate le uova una per volta, sempre continuando a sbattere. Aggiungete la polpa di banana e poi il latte a filo. A questo punto, sempre continuando a sbattere, incorporate la farina, il lievito, la vanillina, il bicarbonato ed il sale setacciandoli e mescolate bene il tutto.
L'impasto di presenterà piuttosto denso 



Aggiungete le gocce di cioccolata e mescolate per bene l'impasto (la ricetta originale dice di tenerne da parte qualcuna da usare come decorazione, ma io sono una golosa e ho messo nell'impasto tutti i 150 grammi. la decorazione l'ho fatta prendendo della scatola altre goccine :D )


Sistemate dei pirottini in una teglia da muffin e riempiteli facendo attenzione a non superate bordo della teglia, i muffin si gonfieranno e se riempite troppo i pirottini c'è il rischio che l'impasto fuoriesca dallo stampo e non mantenga la forma. Questa la teglia pronta per essere infornata.


Infornate a 180° per 25-30 minuti (ma vale sempre la prova stecchino, visto che ogni forno è diverso dall'altro). 
Ecco qui il risultato!


Questi muffin hanno un profumo talmente buono che basterebbe da solo a rimettere di buonumore chiunque, ma il sapore è ancora meglio! Sono soffici e deliziosi!


Come vedete le gocce di cioccolata sono rimaste perfettamente amalgamate nell'impasto senza precipitare sul fondo della teglia. A quanto pare è un sistema dell'impasto denso funziona ;-)
E funzionano anche questi dolcetti! Dopo averli preparati ed assaggiati mi sentivo davvero meglio.... e si è sentito molto meglio anche il Presidente, che mi ha chiesto espressamente di specificare in questo post che gli sono proprio piaciuti! Sono soddisfazioni... :)

martedì 21 maggio 2013

Torta con gocce di cioccolata.... come salvarle dall'annegamento!

Sono settimane che cerco di capire come realizzare un plumcake (o anche una torta tanto cambia solo la forma) con le gocce di cioccolata. Voi direte "Ma come, basta aggiungere le gocce di cioccolata all'impasto no???" E invece no! Magari fosse così facile... 
Innumerevoli tentativi e sempre lo stesso risultato: o aggiungo le gocce a cottura iniziata, in modo che rimangano in superficie (ma non nell'impasto), oppure se le aggiungo all'impasto, una volta in cottura precipitano inesorabilmente sul fondo della teglia. Nessuna via di mezzo.
Armata dei migliori propositi (composti da una cospicua dose di rosicamento, con spruzzatina di cocciutaggine e ciliegina di veleno), mi sono di nuovo rivolta a S. Google in cerca di una soluzione. I consigli può attendibili erano 2:
- infarinare le gocce di cioccolata prima di unirle all'impasto
- addensare di più l'impasto in modo da non permettere alle gocce di precipitare.
Non vi fidate del primo consiglio, si è rivelato un fiasco completo! La farina non si attacca facilmente al cioccolato e, se provate ad inumidire le gocce con pochissima acqua, otterrete in un attimo una bella pappetta praticamente inutilizzabile. Dietro consiglio di Tesorodisuocera ho provato ad utilizzare dell'olio per "inumidire" i pezzetti di cioccolata senza scioglierli e la farina si era finalmente attaccata in un lampo, ma....niente da fare. Una volta in cottura, le gocce sono di nuovo precipitate sul fondo della teglia. Giù come un ferro da stiro in una piscina. Colate a picco più veloci del Titanic.
Restava l'alternativa dell'impasto denso, ma non essendo io una pasticcera, la cosa non era proprio semplicissima da realizzare, perchè aggiungendo la farina è vero che l'impasto si addensa, ma una volta cotta,  la torta (ma soprattutto il plumcake che è più alto) risulta un pò troppo asciutta e invece all'interno deve rimanere soffice e morbida.
Esaurite le idee, triste, afflitta e affranta (perchè le gocce di cioccolata nell'impasto le voglio! Ecco!), mi sono imbattuta in questa ricetta su Facebook: torta di cioccolato grattugiato. Leggendo cioccolato grattugiato ho pensato che si trattasse di cioccolato con la stessa consistenza del parmigiano (cioè fine allo stesso modo) e invece la ricetta prevedeva di usare del cioccolato tagliato grossolanamente e nella foto si vedevano dei bei pezzettoni ci cioccolato proprio al centro dell'impasto! Eureka!! Se restavano a galla dei pezzetti di cioccolato tritati un pò a caso, allora c'era speranza anche per le mie minuscole gocce!!
Dopo essermi incartata per qualche minuto su tutta una serie di pensieri e considerazioni riguardo al peso specifico dell'impasto e delle gocce di cioccolato che avevo a disposizione, alla forza di gravità, all'allineamento dei pianeti, alla luna crescente e a quella calante e aver controllato il calendario perchè si sa, di marte e di vene non si sposa e non si parte e non si da principio all'arte... mi sono lanciata. Non avevo nemmeno tutti gli ingredienti (e questo a quanto pare è stato un bene), ma mi sono lanciata.

Questi gli ingredienti della mia variante, ho sostituito lo zucchero di canna con dello zucchero semolato e l'aroma di arancio con della scorza di limone grattugiata:
- 3 uova
- 150 g di zucchero semolato (
- 100 g di gocce di cioccolato (le bastardelle!!) mi raccomando sempre da prontuario
- 300 g di farina (io ho usato il Mix per impasti lievitati di Felix e Cappera nella variante con l'amido di mais al posto della farina di tapioca)
- 100 g di burro fuso
- 1 bicchiere di latte (io ne uso sempre uno di plastica per regolarmi)
- 1 bustina di lievito per dolci (da prontuario)
- scorza di mezzo limone grattugiata
- zucchero a velo per decorare (sempre da prontuario)

Montate gli albumi a neve ferma e  metteteli da parte. Poi nell'impastatrice (o con le frustine se preferite) unite lo zucchero ai rossi d'uovo e lavorate a bassa velocità. Aggiungete a filo prima il burro fuso, poi il latte, la farina un cucchiaio alla volta e la buccia di limone grattugiata. Una volta amalgamato bene il tutto, l'impasto  sarà bello denso. Incorporate gli albumi delicatamente e solo ad operazione completata aggiungete le gocce di cioccolata, mescolando delicatamente. Imburrate ed infarinate una teglia (io ne ho usata una da 24 cm) e infornate a 180° per 35-40 minuti (dopo 35 minuti ho fatto la prova con lo stecchino ed era pronta).

Ecco qui il risultato..... favoloso!!!

E le gocce non sono affogate!!! :D

E' una torta perfetta per la colazione ed è in assoluto la ricetta che mi è piaciuta di più nel suo genere. E' soffice, profumatissima e per niente asciutta all'interno. Insomma, me ne sono innamorata e a quanto pare non solo io, visto che il Presidente al secondo morso (gigante!) ha esclamato entusiasta "E' bfuonifffimaf!!...munch..munch.. Ffful ffferio!"  :D

Ovviamente è finita in un attimo e sull'onda dell'entusiasmo ho provato a rifarla utilizzando gli ingredienti della ricetta originale, quindi zucchero di canna e aroma di arancio (chiaramente mantenendo il Mix di farine senza glutine). Purtroppo però il risultato non è stato lo stesso. O meglio, torta sempre buona, ma impasto meno denso e di nuovo gocce colate a picco...


Non saprei dire se la differenza è dipesa dallo zucchero o da qualche errore che posso aver commesso io, ma la prima versione è entrata ufficialmente tra le mie torte preferite e....almeno per ora mi godo la vittoria:
Gocce di cioccolato 0 - Celiaca e (molto) contenta 1. Olè!!!!! ;)



giovedì 25 aprile 2013

Profiterol con crema chantilly allo zabaione

Questo è uno di quei dolci a cui non riesco proprio a resistere! Un profiterol bel fatto è un dolce godereccio, lussurioso e delizioso! Insomma è impossibile non farsi tentare.
Ovviamente serve una buona ricetta e un pò di tempo, ma non è stato complicato come immaginavo.
Dovendo prepararlo per 14 persone e non volendo fare figuracce, ho chiesto la ricetta a Tesorodisuocera (una garanzia!) ed infatti ecco qui il risultato :)


Normalmente si contano 3 bignè a porzione e qualcuno in più qualora ci fossero golosi a tavola. Dalla foto non si direbbe, ma nella teglia ci sono 48 bignè!!! Circa tre chili di dolce...più o meno.
Non avendo tempo di farli a mano, i bignè li ho comprati in farmacia, ma ammetto che non ho guardato la marca. In ogni caso ne ho usate 2 buste e mezza.

Questa la ricetta:

per la crema chantilly allo zabaione
- 4 tuorli
- 4 cucchiai di zucchero
- 8 cucchiai di marsala (io ho usato il semi secco, ma quello secco dicono sia più adatto)
- una bustina di vanillina
- 1 litro di panna fresca

per la copertura di cioccolato
- 300 g di cacao amaro in polvere
- 100 g di fecola di patate
- 100 g di zucchero
- 1 bustina di vanillina
- circa mezzo litro di latte o poco più (ma dovrete regolarvi ad occhio a seconda di quanto volete denso il cioccolato)

- 48 bignè senza glutine da farcire.


Iniziamo dalla crema. Mescolate vigorosamente a bagnomaria lo zucchero, i tuorli, la vanillina ed il marsala finchè il composto non si sarà leggermente montato ed addensato, dopo di che fatelo raffreddare in frigo. Nel frattempo montate la panna e poi unitela allo zabaione ormai freddo mescolando per bene e delicatamente.
Una volta pronta la crema farcite i bignè usando una siringa per dolci e posizionateli nella teglia/vassoio daldo la forma che preferite. (dovendolo trasportare per più di un'ora in macchina io ho dato una forma a cupola in modo che entrasse nel portadolci).
Con queste dosi vi avanzerà un pò di crema (anche se riempite come uova i bignè come ho fatto io), potete usarla per decorare l'esterno se non dovete trasportare il dolce come ho fatto io.
Completati i bignè, passate alla copertura di cioccolato. Mettete tutti gli ingredienti secchi nella planetaria e aggiungete il latte poco per volta mentre è in funzione. Appena il cioccolato avrà raggiunto la consistenza che preferite (a me piace denso in modo che non scivoli via dai bignè), smettete di aggiungere il latte e lasciate andare la planetaria per qualche altro minuto in modo da eliminare tutti gli eventuali grumi. Poi, con l'aiuto di un mestolo, versate la cioccolata sui bignè, facendo attenzione a dare una copertura più o meno uniforme (io ho lasciato qualche piccolo punto non coperto perchè esteticamente lo trovavo più bello :P).
Ed ecco qua, il profiterol è pronto per essere divorato! Ovviamente non è arrivato alla fine della giornata ;)